SGRUNT

PRECARIAMENTE DONNE

— Inviato da sgrunt @ 21:05
“Precario, da prece, è chi prega per ottenere, per esempio, un lavoro come una grazia!”

Questo scritto è una bozza di alcune riflessioni (individuali e/o collettive) sulla precarietà fatte con A/matrix.

1)In quali contesti/attività utilizzi il termine lavoro?
Molte fra noi lavorano all’interno degli ambiti universitari dunque è purtroppo quasi inutile aggiungere, che tutte siano assolutamente precarie, dove per precarie troppo spesso si intende addirittura lavoro non retribuito! Ma non è un parametro che purtroppo appartiene esclusivamente al mondo universitario, io personalmente lavoro in un ambito ben diverso, lavoro come montatrice video, e il criterio è lo stesso, ho cominciato lavorando per ben due anni senza percepire alcun guadagno.
Questo direi che è un primo cambiamento interessante per il concetto di lavoro: il lavoro non è più necessariamente retribuito monetariamente.
Ma il lavoro non retribuito le donne lo conoscono bene, già trent’anni fa alcune femministe rivendicavano, in attesa della sua socializzazione, il salario per il lavoro domestico. Il lavoro di cura e ri-produzione continua purtroppo ancora oggi a non essere considerato come “lavoro” e soprattutto continua ad essere svolto esclusivamente dalle donne.
(E anche quando il lavoro di cura viene esternalizzato alle donne migranti, e quindi monetarizzato, resta immutata comunque la caratteristica della divisione sessuale del lavoro; questa forma del lavoro è l’unica che non sia strutturalmente cambiata.)
Dagli anni ’70 ad oggi, se si è prodotta la cosiddetta “femminilizzazione” del lavoro, non si è verificata però una “maschilizzazione” del lavoro di cura e di ri-produzione.


Questo significa che nonostante nel discorso politico corrente sia diffusa la consapevolezza di come le caratteristiche tipiche del lavoro “riproduttivo”, cosiddetto “femminile”, siano state imposte ed assimilate nella gran parte del lavoro comunemente considerato “produttivo” e siano divenute il paradigma della precarietà (che esige capacità relazionali, disponibilità e reperibilità assolute, mancata distinzione tra tempi di lavoro e tempi di vita, flessibilità), si continua a voler ignorare come non sia avvenuto il contrario. Non solo la maternità continua ad essere la prima causa di abbandono del lavoro, ma soprattutto le statistiche dicono che solo un padre su dieci si occupa dei figli in età prescolare.

2)     Quanto investi nel tuo lavoro? Trovi che il tuo investimento sia cambiato nel corso del tempo?
Purtroppo oggi quello che investiamo nel lavoro, come tempo e come energie, non è quello che desideriamo investire ma quello che “necessariamente” dobbiamo investire: ritrovandoci in situazioni in cui il compenso monetario è basso se non inesistente e senza alcuna garanzia, siamo costrette  a quella che si può definire “l’autonomia della lavoratrice”, parafrasando con accezione negativa il lavoro autonomo, intendendo la capacità individuale di costruirsi un modello frammentato di ambiti lavorativi che in qualche modo permettano la “sopravvivenza”. Il che descrive tempi divisi a fatica tra uno stage e una collaborazione a varie testate giornalistiche, piuttosto che, in situazioni come la mia, giornate divise tra un documentario e uno spot aziendale nelle ore notturne.

3)    Qual è il rapporto tra desiderio e lavoro, desiderio e denaro?
Di conseguenza il lavoro ci affatica sempre più, rifacendomi alle mie origini direi che il lavoro sta divenendo sempre più simile al lavoro come definito nel dialetto napoletano: lavoro in napoletano si dice “fatica”,  affatica ciò che stanca
e lo sfruttamento è innegabilmente qualcosa che stanca perché è sempre sinonimo di frustrazione.

 (Continua)

IL 24 NOVEMBRE E' ANTIFASCISTA E ANTIRAZZISTA !!!

— Inviato da sgrunt @ 00:02

COMUNICATO SULLA MANIFESTAZIONE DEL 24 NOVEMBRE 2007 CONTRO LA VIOLENZA MASCHILE SULLE DONNE

Aderire ad una manifestazione significa condividerne i contenuti, le pratiche, le finalità.

La manifestazione di sabato 24 novembre non è una manifestazione contro una “generica” violenza sulle donne, i cui autori si vogliono ancora non “nominare”. E’ una manifestazione contro la violenza “maschile” sulle donne. Continuare ad indicare il “sesso” delle “vittime” e non anche quello degli autori della violenza, cioè “gli uomini”, significa perpetuare una logica di disconoscimento e di rimozione della realtà.

La violenza maschile contro le donne è una realtà drammatica e, purtroppo, è presente, non nelle “pieghe più nascoste della nostra società”, bensì in quelle più visibili: la famiglia. Più del 68% della violenza maschile sulle donne avviene tra le mura domestiche e gli autori sono i loro mariti, conviventi, ex partner, padri, fratelli, comunque uomini conosciuti! Nel 94% dei casi non è denunciata.

Per questi motivi, rifiutiamo l’adesione alla manifestazione del 24 novembre e la strumentalizzazione di questa giornata da parte dell’UGL e degli altri soggetti politici che hanno aderito al Family Day, che disconoscono l’autodeterminazione delle donne e sostengono le politiche razziste, familiste e ostili al riconoscimento dei diritti e della libertà di lesbiche, gay e trans della destra reazionaria, rilanciate in grande stile anche da un governo che si definisce di sinistra.

Queste politiche rappresentano la cancellazione della libertà femminile, unico possibile fondamento dell’eliminazione definitiva di ogni forma di violenza contro le donne. Ribadiamo qui e ora la nostra incompatibilità con chiunque porti avanti scelte e pratiche politiche opposte ai nostri percorsi e all’affermazione dell’autodeterminazione e della libertà delle donne in ogni ambito.

Nel riaffermare l’autonomia politica e la forza delle pratiche politiche delle donne, sosteniamo con forza e determinazione, il nostro essere antifasciste, antirazziste e antisessiste, nei contenuti e nella lotta.

 

I collettivi della rete Controviolenzadonne: A/matrix, Assemblea femminista via dei volsci 22, Centro Donna L.i.s.a., Feramenta, Infinite voglie, La mela di Eva, Luna e le Altre, Martedì autogestito da femministe e lesbiche, Ribellule


IL FALLO ERETTO è simbolo della violenza

— Inviato da sgrunt @ 20:48

La società patriarcale è basata sul rapporto autoritario-sfruttatore e la sessualità è di tipo sado-masochista. I valori del potere, del dominio dell'uomo sull'altro, si riflettono nella sessualità dove storicamente la donna viene data all'uomo per il suo uso. Anche il linguaggio sessuale incorpora questo concetto: non a caso si dice che l'uomo "prende" la donna e lei "si dà" a lui, oppure che l'uomo "possiede" la donna. L'idea della donna come proprietà dell'uomo è basilare alla sua oppressione ed è spesso l'unica proprietà permessa dagli uomini dominanti agli uomini che loro sfruttano. La stessa espressione "classe proletaria" significa "colui che possiede la prole" e va da sé che significa anche "colui che possiede il mezzo" ossia la donna per produrre la prole. In altre parole la donna viene data all'uomo (sfruttato) come compenso per il suo stato di nullapossidente. Inoltre le frustrazioni dell'uomo come essere subordinato in un rapporto di potere vengono attenuate dalla possibilità di trasformarsi da oppresso in oppressore. Il mutamento della sessualità in un modello sado-masochista di potere e di sottomissione, vuol dire che in effetti nel mondo maschile quella che viene definita ''sessualità" altro non è che perversione. La frigidità maschile, ossia l'impossibilità di esprimere un'autentica sessualità è fondamentale per questa perversione. L'uomo tenta di mascherare questa sua frigidità attraverso un comportamento definito "virile" e "attivo" e che in realtà è un concetto ideologico per mistificare la violenza.

Nella società patriarcale la virilità è uguale alla violenza.

Il simbolo della virilità, IL FALLO ERETTO, è quindi simbolo della violenza.

Vignetta del "compagno proletario" Vauro_21 ottobre 2007 

 (Continua)

Notizie dal Chiapas libero

— Inviato da sgrunt @ 20:59

La situazione si fa ogni giorno più pesante. Nei giorni delle ultime elezioni amministrative di Ottobre 2007 sono accaduti fatti violenti in molte parti del Chiapas (Pueblo Nuevo, Venusiano Carranza, Simojovel, Comitan e altri) che i mezzi di comunicazione, le autoritá elettorali e lo stesso governo hanno minimizzato.
Altro fattore preoccupante é che i candidati eletti (presidenti municipali, deputati e senatori) per la maggior parte sono stati,in passato recente, attori di genocidi , atti contrari al processo sociale e altre mascalzonate.
Questo accade in un momento di forte riattivazione della conflittualità in tutto lo stato.

Peró, a parte la congiuntura elettorale, durante i primi nove mesi del governo del nuovo presidente del México, Felipe Calderón, e di Juan Sabine Ferrero, nuovo governatore dello stato de Chiapas, i territori indigeni del Chiapas, e in particolare la zona di influenza Zapatista, han sofferto una nuova offensiva.


 Questa strategia repressiva implica azioni concertate con gli approsimativamente 80 accampamenti militari permanenti, con autorita’ locali, istituzioni agrarie e gruppi segnalati come paramilitari che si nascondono sotto sigle di organizzazioni contadine.

Tutto sembra far parte di una linea strategica del Governo Federale, assunta e appoggiata dal Governo Statale.

 (Continua)

Tre anni e 4 mesi per estorsione di pummarola !!

— Inviato da sgrunt @ 23:33

"Tre anni e 4 mesi di pena più cinque anni di interdizione dai pubblici uffici" è l'incredibile sentenza di primo grado per l'accusa di “estorsione di pummarole”, riferita a nove attivisti della rete dei 'Comitati per la IV settimana'.
I fatti: Nel 2004 oltre 200 precari realizzarono un presidio contro il carovita dentro l'ipercoop di Afragola. L'iniziativa si iscriveva in una campagna pubblica nazionale contro il carovita e per il diritto al reddito, che coinvolse, in decine di iniziative, i sindacati di base, i centri sociali, i collettivi e i movimenti dei disoccupati,dei precari e delle precarie. Si apriva lo scontro politico su un tema, quello del diritto al reddito, la cui centralità è oggi sempre più evidente rispetto alla qualità della vita e della democrazia nel nostro paese. Il presidio si concluse con la messa a disposizione volontaria, da parte della direzione aziendale, di pasta e pelati distribuiti gratuitamente agli stessi clienti del supermercato per un valore complessivo, calcolato dalla stessa Ipercoop, di circa 350 euro. L'iniziativa nacque spontaneamente e il tutto si svolse in forme assolutamente pubbliche e pacifiche, tanto che furono diffuse ovunque le immagini della protesta per pubblicizzarne ulteriormente i contenuti.



Pochi mesi dopo, del resto, la stessa direzione dell’Ipercoop accettò di intavolare con i Comitati per la Quarta Settimana una contrattazione che definì e rese fruibile un elenco di prodotti di vario genere a prezzi calmierati. Eppure si è aperto questo incredibile procedimento giudiziario che arriva oggi alla sentenza di primo grado con la condanna per “estorsione aggravata dal numero di persone”. Come nel Processo per un'altra protesta contro il carovita, attuata il 6 novembre 2004 a Roma, sconcerta l’assoluta sproporzione e la gratuità del reato ipotizzato e delle pene previste rispetto alle caratteristiche concrete delle azioni messe in campo!
 (Continua)

Regaliamo 54 milioni di euro a berlusconi !

— Inviato da sgrunt @ 15:20

L'UE ha rigettato la richiesta di proroga alla sanzione per la mancata
modifica della legge Gasparri (multa di 300-400 mila euro al giorno).

Quindi dal 20 settembre la multa abbiamo già cominciato a pagarla.
Dato che la camera ha deciso che non prenderà più in mano la Gentiloni
per almeno 3 mesi e che per la discussione in parlamento e l'approvazione della
legge ci vorranno come minimo altri 3 mesi allora mancano come minimo 6 mesi
all'approvazione della legge che coincidono a 6 mesi di multa UE (verosimilmente molti di più).



Facciamo allora un po di conti per vedere quanto noi cittadini dovremmo
sborsare per mantenere il più possibile il monopolio mediatico
berlusconiano (mettiamo che la multa sia di "soli" 300.000 euro al giorno e che ogni mese
sia composto solo di 30 giorni): 300.000 x 30 x 6 = 54.000.000 euro
CINQUANTAQUATTROMILIONIDIEURO (la cifra reale sarà molto più alta) soldi
che paghiamo noi contribuenti e vanno indirettamente a Berlusconi, che mantiene
il suo monopolio abusivo e salvaguarda i suoi fatturati.  

ARGHHHH! 

 Per approfondire..clicca su continua!

 (Continua)

Luma/key

— Inviato da sgrunt @ 13:48

A chi è fuoritempo A chi va contro tempo A chi ha perso tempo A chi non ha tempo

 

(Per vedere il video, in forma anonima,

quindi senza che youtube accenda le sue telecamere su di te, clicca sull'immagine. )

 


puff...nuova tana!

— Inviato da sgrunt @ 19:23

PUFF! Son tornata!

Con una cuccia nuova!  Il rinizio di trantran è segnato da un trasloco (come al solito... ho contato le mie case nella mia breve vita: siamo a quota 17...speriamo bene!).

La nuova tana è talmente vicina ai binari dell'alta velocità che ogni volta che vado in bagno, entra il controllore a chiedermi il biglietto!

Riprendo pian piano connessione!

 


Quant'e dur à campà!

— Inviato da sgrunt @ 00:30

Ufff! Quant'e dur à campà!

Sto montando un matrimonio...e io odio i matrimoni!!!

Mia madre va in pensione giovedi, non la vedo da sei mesi e mi hai chiesto di andare da lei... per farle le foto naturalmente!

Vorrei già cambiare di nuovo città.... ma economicamente non me lo posso permettere!

 Avrei un mare di cose da fare, di immagini da montare... ma ho voglia solo di una spiaggia!

E soprattutto non capisco perchè ho un blog! 

 

 


LA SPACCAFAMIGLIE ATTERRA AL ROMA_PRIDE

— Inviato da sgrunt @ 22:29

Dopo aver combattuto il Family Day a Roma,
 
Dopo aver sorvolato la Conferenza sulla famiglia a Firenze,
 
Dopo aver insidiato la malefica coppia Bush-Benedetto XVI, che trama contro la libertà e l’autodeterminazione delle donne,
 
Atterra al Roma Pride la SPACCAFAMIGLIE!
 
Misteriosa supereroa, la nostra combatte sempre ed ovunque una battaglia senza quartiere contro la sua acerrima nemica, la Famiglia, che terrorizza quant@ vogliono
autodeterminarsi, non accettano ruoli, sono in fuga dal dogma dell'eterosessualità,
hanno a volte perfino l'ardire di pensare che la coppia non sia un destino
né l'unico ambito delle proprie relazioni affettive.
La SPACCAFAMIGLIE usa i suoi superpoteri contro i diabolici piani della
Famiglia: la perpetuazione della divisione sessuale del lavoro, l'imposizione
della maternità come destino biologico per le donne, la conservazione dei
modelli di maschile e femminile.

La SPACCAFAMIGLIE si muove tranquilla nella notte per le vie della città
perché sa che il luogo più pericoloso, quello dove si compiono la maggior parte delle
violenze contro le donne, non è certo la famigerata strada, bensì il focolare
domestico, il quartier generale della sua mortifera nemica.
La SPACCAFAMIGLIE combatte al fianco di chi ovunque si ribella alla violenza sessuata, lesbofobica, omofoba e transfobica.

 
La SPACCAFAMIGLIE non è un'eroa solitaria…diventa anche tu un@ Spaccafamiglie.

ROMA_16 GIUGNO Ple OSTIENSE ORE 16


MACRO... FORSE IN FUTURO!

— Inviato da sgrunt @ 14:25

Qualche sera fa finalmente riesco ad andare al MACRO_FUTURE, mostra in corso “Into me, out me”; naturalmente la cosa che mi attirava di più erano le due opere della Pipilotti Rist, annunciata da tutti i comunicati stampa sulla mostra! MaH mi aggiro per ore nei due capannoni… della Pipilotti neanche una foto … mi decido a chiedere alla “signorina”, che comincia a chiamare i vari “secondini” della mostra, e poi i responsabili e i responsabili dei responsabili…SGRUNT! nessuno si era accorto che mancava! Esatto… non c’è... ma non se n’erano accorti!


AVVERTENZE VARIE: La mostra per fortuna è gratis ma… è “guardabile” solo sotto effetto di stupefacenti pesanti, vietata ai minori (anche se dopo l’apertura è già arrivata la censura e ha fatto cmq portar via le opere più forti... mah!)… e se non avete niente di meglio da fare!
E infine … bravo il MACRO_FUTURE! che vuol dire che in futuro impareranno a mettere i cartelli affianco alle opere …per ora li trovate un po’ mescolati a caso!
Infine ‘sto Matthew Barney a me fa soltanto rivoltare lo stomaco…


Un "GRANDE" film ?

— Inviato da sgrunt @ 23:10
Ste mi chiede di consigliargli un dvd da vedersi... e io "il grande..."  e lui:

-il grande freddo (the big chill) di L.Kasdan

E io "ma no....!" 

-il grande freddo di A.Grifi

Partiamo con questa gara sulla megalomania nei titoli cinematografici... 

-il grande sonno 

-La grande guerra

-big fish

 (Continua)

OCCUPATO L'EX HORUS_ROMA - La felicità non si paga, si strappa

— Inviato da sgrunt @ 12:36

La felicità non si paga, si strappa

Questa mattina una rete di collettivi politici, studenti, precari dello spettacolo, musicisti, teatranti ha deciso di liberare lo spazio dell’ex Horus di Corso Sempione 21, abbandonato da più di tre anni. Succede nella città della crescita record (Pil al 4%), delle vetrine culturali, dei grandi eventi, della speculazione immobiliare e delle cattedrali del consumo. Succede nella metropoli del lavoro precario dell’economia «immateriale», della cultura, della comunicazione, dei servizi, dello spettacolo.

Succede in un quadrante della città segnato dalla presenza di decine di immobili, pubblici e privati, abbandonati a se stessi e alla speculazione. In un municipio di 200 mila abitanti che, a parte l’esperienza di alcuni centri sociali autogestiti, ospita un solo cinema e nessuno spazio pubblico per la produzione culturale indipendente.
L’elenco della vergogna, della corruzione pubblica e della speculazione privata è lungo. Tre esempi: l’ex cinema Astra di viale Jonio, l’ex Gil di viale Adriatico, l’ex poligrafico di Stato di via Cimone. Abbiamo restituito questo luogo alla città per sventare il rischio dell’ennesimo supermercato che distrugge il territorio e le relazioni del quartiere.


 (Continua)

LULLABY - Pipilotti rist

— Inviato da sgrunt @ 13:20

Comunicazione-arte-mediattivismo 
di Luigi Brescia

— Inviato da sgrunt @ 23:08

Le condizioni della comunicazione artistica in questi anni stanno cambiando e stanno assumendo varie e multiformi sembianze. Questo cambiamento non nasce dal nulla ma accompagna l'evoluzione naturale del fare arte, creare per contaminazioni per condividere e facendo dell'opera d'arte un mezzo politico. Tutto ciò passa per diversi media, dalle reti telematiche alle Televisioni di strada. Si potrebbe parlare di una “guerriglia” dei media non istituzionali. Di una rivalsa dell'underground contro la cultura alta, quest'ultima ci viene proposta in modo poco discreto dalle istituzioni artistiche. Da anni si assiste alla presa di coscienza collettiva e alla sua espressione, un espressione che non sempre ha uno stesso linguaggio per esprimersi, ma fa della contaminazione il suo punto di forza. Linguaggi che vengono dalla strada, dalla Rete e da contesti multipli. Si comunica con codici binari e si usa ogni mezzo per conoscere/condividere con coscienza e senso critico. Un modo per renderci figli del nostro tempo ormai senza memorie, ma una nuova memoria collettiva si sta formando che si vuole parlare/tramandare animata e sostenuta da una umanità varia. Fatta del suo gergo e dei suoi riti. Una delle esigenze del video militante è quella di raccontare la realtà lontana da quelle “cento vetrine” che ci propinano ogni giorno. Nella realtà quelle vetrine sono state infrante.

 (Continua)

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