SGRUNT

A' livella

— Inviato da sgrunt @ 21:59
 
Questa poesia appartiene profondamente alla mia infanzia.
Non sapevo ancora leggere, me l'ha insegnata mio nonno; 
e lui, come i miei zii, come tutti i miei compaesani
me la facevano recitare continuamente
e si convinsero, vedendomi recitarla, che dovevo fare l'attrice.
Ma non convinsero me!
 
Qualche settimana fa ho rincontrato un'anziana signora che non vedevo da anni,
mentre la salutavo mi spiegavano che non mi avrebbe mai riconosciuta
essendo ormai affetta da una grave forma di demenza senile.
 
Mi ha soltanto sfiorato.. e poi mi ha detto:
"Come dicevi sempre? A morte 'o ssaje ched'e?.."
 

 
  
 
A' LIVELLA _ Totò
 
[per chi non conoscesse la lingua ;-) qui la trovate tradotta in vari idiomi..inutile dirvi che però non ha la stessa musicalità che in napoletano!] 
 
Ogn'anno,il due novembre,c'é l'usanza
 per i defunti andare al Cimitero. 

Ognuno ll'adda fà chesta crianza;
ognuno adda tené chistu penziero.
Ogn'anno,puntualmente,in questo giorno,
di questa triste e mesta ricorrenza,

anch'io ci vado,e con dei fiori adorno 
il loculo marmoreo 'e zi' Vicenza.
  (Continua)

Poca "Lussuria" nel nuovo film di Ang Lee

— Inviato da sgrunt @ 16:44

 Non mi sarei mai persa un film che inneggia già nel titolo all'abbandono ai piaceri sessuali ;) Peccato che invece "Lussuria" di Ang Lee sia di un noioso e di una piattezza infinita: tensione erotica pari a zero. E’ tratto da un racconto di Eileen Chang (Zhang Ailing), si sviluppa sullo sfondo della seconda guerra mondiale, ma la contestualizzazione storica è inesistente e la regia è "magistralmente" piatta e priva di qualsiasi ricerca. E per condire il tutto siamo alle solite: una donna il cui unico valore nella vita e nella lotta è il suo corpo-oggetto di desiderio e che "naturalmente" per un diamante 10 carati sarà disposta a cedere, a tradire i suoi compagni della resistenza. La recensione de "il giornale" dice:"...racconta i sentimenti, visti con gli occhi, con il cuore e con il corpo di una donna"... andiamo bene!
Come per Clint Eastwood, che seppur bravissimo, si è sempre detto che ha solo due espressioni (col cappello e senza!), allo stesso modo Tony Leung non cambia mai espressione e il personaggio in questo film ha cosi poco spessore che facevo fatica a non identificarlo sempre con lo scrittore di 2046! Lei invece (Tang Wei) ha un volto ed un'interpretazione davvero poco interessante.
Eppure il film ha vinto il Leone d'Oro alla 64ª Mostra di Venezia… sgrunt! Ancora "il giornale" dice "...Memorabili alcune scene di sesso “geometrico”...eh?
Mah… ve lo sconsiglio!

 


BORN IN FLAMES_Lizzie Borden

— Inviato da sgrunt @ 11:33

Sto cercando il film "BORN IN FLAMES"...  qualcuno ce l'ha?  o può aiutarmi a trovarlo?

Graziegrazie! 

La cineasta bisessuale Lizzie Borden divenne famosa tra il pubblico gay e gli amanti del cinema indipendente a metà degli anni ’80, per i suoi film visionari dallo stile eclettico, dove l’attenta osservazione delle realtà sociali è sempre ispirata da una prospettiva femminista.
Lizzie Borden è nata il 3 febbraio 1958, figlia di un facoltoso agente di cambio. Il suo vero nome era Linda Elizabeth, ma quando da ragazzina imparò dai suoi amici una filastrocca sul noto caso giudiziario di Lizzie Borden (che, forse lesbica, nel 1892 a 22 anni fu processata e assolta per insufficienza di prove per l’ omicidio a colpi d’ascia del padre e della matrigna), provocatoriamente decise di cambiarsi il nome in Lizzie Borden.
Si convinse a cimentarsi nella cinematografia, dopo aver assistito ad una rassegna di film di Jean-Luc Godard. Imparò da autodidatta le conoscenze necessarie a girare un film.
Sebbene avesse già girato nel 1976 un film in bianco e nero intitolato “Regrouping”, il primo film della Borden che ricevette l’attenzione del pubblico e che poi è rimasto il suo più famoso, fu “Born in Flames” del 1983. Un film di fantascienza femminista ambientato in un futuro recente, dieci anni dopo una “seconda rivoluzione americana”, che ha portato all’instaurazione di un regime socialista negli Stati Uniti. Sebbene politici servili e annunciatori radiofonici rassicurino la gente che l’eguaglianza è stata finalmente raggiunta, ben presto si rivela l’ipocrisia della nuova società fortemente maschilista. Accompagnate da una colonna sonora di musica punk , le eroine del film, soprattutto lesbiche e di colore, inizialmente divise in vari gruppi, si coalizzano per combattere l’oppressione verso le donne presente nella nuova società.

 (Continua)

Luma/key

— Inviato da sgrunt @ 13:48

A chi è fuoritempo A chi va contro tempo A chi ha perso tempo A chi non ha tempo

 

(Per vedere il video, in forma anonima,

quindi senza che youtube accenda le sue telecamere su di te, clicca sull'immagine. )

 


MACRO... FORSE IN FUTURO!

— Inviato da sgrunt @ 14:25

Qualche sera fa finalmente riesco ad andare al MACRO_FUTURE, mostra in corso “Into me, out me”; naturalmente la cosa che mi attirava di più erano le due opere della Pipilotti Rist, annunciata da tutti i comunicati stampa sulla mostra! MaH mi aggiro per ore nei due capannoni… della Pipilotti neanche una foto … mi decido a chiedere alla “signorina”, che comincia a chiamare i vari “secondini” della mostra, e poi i responsabili e i responsabili dei responsabili…SGRUNT! nessuno si era accorto che mancava! Esatto… non c’è... ma non se n’erano accorti!


AVVERTENZE VARIE: La mostra per fortuna è gratis ma… è “guardabile” solo sotto effetto di stupefacenti pesanti, vietata ai minori (anche se dopo l’apertura è già arrivata la censura e ha fatto cmq portar via le opere più forti... mah!)… e se non avete niente di meglio da fare!
E infine … bravo il MACRO_FUTURE! che vuol dire che in futuro impareranno a mettere i cartelli affianco alle opere …per ora li trovate un po’ mescolati a caso!
Infine ‘sto Matthew Barney a me fa soltanto rivoltare lo stomaco…


Un "GRANDE" film ?

— Inviato da sgrunt @ 23:10
Ste mi chiede di consigliargli un dvd da vedersi... e io "il grande..."  e lui:

-il grande freddo (the big chill) di L.Kasdan

E io "ma no....!" 

-il grande freddo di A.Grifi

Partiamo con questa gara sulla megalomania nei titoli cinematografici... 

-il grande sonno 

-La grande guerra

-big fish

 (Continua)

LULLABY - Pipilotti rist

— Inviato da sgrunt @ 13:20

Comunicazione-arte-mediattivismo 
di Luigi Brescia

— Inviato da sgrunt @ 23:08

Le condizioni della comunicazione artistica in questi anni stanno cambiando e stanno assumendo varie e multiformi sembianze. Questo cambiamento non nasce dal nulla ma accompagna l'evoluzione naturale del fare arte, creare per contaminazioni per condividere e facendo dell'opera d'arte un mezzo politico. Tutto ciò passa per diversi media, dalle reti telematiche alle Televisioni di strada. Si potrebbe parlare di una “guerriglia” dei media non istituzionali. Di una rivalsa dell'underground contro la cultura alta, quest'ultima ci viene proposta in modo poco discreto dalle istituzioni artistiche. Da anni si assiste alla presa di coscienza collettiva e alla sua espressione, un espressione che non sempre ha uno stesso linguaggio per esprimersi, ma fa della contaminazione il suo punto di forza. Linguaggi che vengono dalla strada, dalla Rete e da contesti multipli. Si comunica con codici binari e si usa ogni mezzo per conoscere/condividere con coscienza e senso critico. Un modo per renderci figli del nostro tempo ormai senza memorie, ma una nuova memoria collettiva si sta formando che si vuole parlare/tramandare animata e sostenuta da una umanità varia. Fatta del suo gergo e dei suoi riti. Una delle esigenze del video militante è quella di raccontare la realtà lontana da quelle “cento vetrine” che ci propinano ogni giorno. Nella realtà quelle vetrine sono state infrante.

 (Continua)

L'inedito senso del pudore

— Inviato da sgrunt @ 17:46

Da molto tempo mi ripropongo di scrivere qualcosa ai miei colleghi documentaristi, ai critici e a tutti gli addetti ai lavori nell’ambito del documentario; ma in particolare è un po’ di tempo che penso di scrivere rivolgendomi a tutti gli organizzatori di festival del cinema del nostro Paese.
Vorrei cominciare con delle semplici riflessioni.
Con grande soddisfazione negli ultimi anni vi è stato un proliferare di festival che pongono la propria attenzione sul “film documentario” mostrando quindi l’esigenza da parte del pubblico e della società di confrontarsi con la realtà attraverso lo sguardo critico di un’opera documentaria.
L’interesse nei confronti dei film documentari, inoltre, è aumentato non solo tra gli spettatori ma anche tra i giovani e ciò è comprovato dal successo dei workshop e percorsi formativi professionali nell’ambito dell’audiovisivo.
Purtroppo tutto ciò viene del tutto ignorato dalle televisioni pubbliche e dalle società di distribuzione cinematografica impedendo in tal modo uno sviluppo tecnico-qualitativo delle opere  italiane, necessario per un confronto alla pari con la produzione documentaristica europea.
Fatta questa breve premessa mi voglio rivolgere direttamente ai nostri “bravi” organizzatori di Festival del cinema e del documentario chiedendo loro che mi spiegassero da dove nasce questa affezione così forte con la parola inedito. Cosa li affascina e cosa li induce a ritenere questa parole irrinunciabile nella stesura dei regolamenti dei festival.
Vorrei capire cosa spinge un organizzatore di festival che vive in un Paese in cui il documentario è emarginato dal sistema televisivo, produttivo e distributivo a pretendere che la partecipazione di un’opera documentarista passi innanzi tutto dal fatto di essere inedito.

 (Continua)

LI-PA-PE' _video sui Sans papier di Marsiglia_

— Inviato da sgrunt @ 17:11

I'M NOT THE GIRL WHO MISSES MUCH ! (Pipilotti Rist)

— Inviato da sgrunt @ 16:31

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